Che cos’è
Un grafico ad aree in pila somma le serie una sull’altra lungo un asse temporale. Il contorno dell’intera forma mostra il totale, e lo spessore di ogni fascia mostra il contributo di quella parte in ogni momento.
✓ Usalo quando
- Vuoi mostrare sia il totale sia la sua composizione nel tempo: energia per fonte, ricavi per prodotto, popolazione per regione.
- Le parti sono diverse — fino a sei o sette — e i punti nel tempo sono molti.
✗ Evitalo quando
- Devi leggere i valori esatti degli strati superiori: poggiano su quelli sottostanti e non hanno una base piatta.
- Le parti includono valori negativi.
- Il totale non ha senso perché le serie misurano cose diverse.
Consigli per un grafico migliore
- Metti in basso la serie più stabile e in alto la più volatile, così le oscillazioni non si propagano in tutti gli strati sopra (Byron & Wattenberg 2008).
- Usa colori distinti per gli strati ma di peso simile; fai risaltare una serie solo se è lei la storia.
- Se le quote contano più dei totali, normalizza ogni punto nel tempo al 100%.
La matematica
In ogni istante t, lo strato j va da Sj−1(t) a Sj(t), dove Sj(t) = Σm≤j ym(t). Lo spessore di una fascia è il suo valore, ma la sua pendenza apparente è la somma della sua variazione e di tutte le variazioni sottostanti: ecco perché l’ordine degli strati conta.
Byron e Wattenberg hanno formalizzato il problema come minimizzazione dell’«oscillazione» degli strati e lo hanno usato per progettare lo streamgraph, un grafico ad aree in pila con una base mobile (Byron & Wattenberg 2008).
Un po’ di storia
Le aree in pila discendono dai grafici temporali suddivisi dei primi manuali di statistica (Brinton 1914). Nel 2008 lo streamgraph, reso popolare da una grafica interattiva del New York Times sugli incassi al botteghino, ha mostrato fin dove si poteva spingere la forma; la sua geometria fu pubblicata lo stesso anno (Byron & Wattenberg 2008).
Domande
Perché lo strato superiore sembra così frastagliato?
Ogni strato eredita gli alti e bassi di tutti gli strati sottostanti. Sposta in cima la serie più variabile.
Bibliografia
- Byron, L. & Wattenberg, M. (2008). Stacked graphs — geometry & aesthetics. IEEE Transactions on Visualization and Computer Graphics 14(6), 1245–1252.
- Brinton, W. C. (1914). Graphic Methods for Presenting Facts. New York: The Engineering Magazine Company.
- Cleveland, W. S. & McGill, R. (1984). Graphical perception: theory, experimentation, and application to the development of graphical methods. Journal of the American Statistical Association 79(387), 531–554.